Riproduzione

 

Ogni allevatore di pappagalli, si pone come principale obiettivo la riproduzione dei suoi soggetti, un evento, ritenuto da sempre il traguardo di molti sacrifici e il simbolo più tangibile tra le tante soddisfazioni.

E’ bene però fare chiarezza su alcuni aspetti molto importanti della riproduzione a livello amatoriale. Uno dei più importanti riguarda l’atteggiamento con cui si pone il vero allevatore: un atteggiamento che non mette al primo posto la realizzazione di un profitto, ma il benessere degli animali, secondo ciò che la natura suggerisce. In altre parole, l’allevatore in senso stretto, è colui che ha pazienza, osserva, gestisce e studia ogni azione nei confronti degli animali senza forzare la mano sulle tecniche “artificiali”, come ad esempio, l’uso indiscriminato dell’incubatrice per aumentare il numero dei piccoli nati ogni stagione.

Mettere insieme un maschio ed una femmina della stessa specie, non è assolutamente garanzia che riprodurranno: devono andare d’accordo, e, soprattutto, devono decidere che è arrivato il momento di accoppiarsi. Non c’è una ricetta che garantisca come formare una buona coppia, ma ci sono tante operazioni che l’allevatore può mettere in atto, come ad esempio partire da animali giovani, o far scegliere le coppie spontaneamente in una colonia di soggetti della stessa voliera.

Inutile precisare che bisogna essere certi che le coppie formate siano tutte della stessa specie e sottospecie, in caso contrario, non solo si crea un danno al patrimonio genetico in cattività, ma si contribuisce anche a confondere i neofiti sull’identificazione dei soggetti puri.

Personalmente, permetto alle mie coppie di deporre una sola volta l’anno, e lascio tentare una seconda covata solamente nel caso in cui la prima non va a buon fine. Questo, semplicemente perché la maggior parte delle specie in natura, si riproduce una sola volta l’anno, o meno. Inoltre, avere un ciclo di cova annuale permette di far stabilizzare le abitudini dei riproduttori e prepararli ogni anno con maggiore cura.

Per periodo riproduttivo, non si intende soltanto il periodo in cui i pappagalli depongono, ma anche i due mesi precedenti alla cova, quasi sempre a fine inverno/inizio primavera, in cui cominciano le parate nuziali e l’allevatore apporta le mirate azioni per il delicato momento.

Senza entrare nel dettaglio delle singole specie, ci sono diversi “aggiustamenti” che vanno implementati nel periodo pre-cova, ossia: aumentare il tenore proteico dei cibi (senza esagerare), aumentare la quantità di frutta e verdura (soprattutto le erbe prative) e in generale il cibo umido (miscele di legumi e cereali), fornire un nido adeguato (ovviamente se non è già presente durante l’inverno), limitare al minimo le visite in allevamento e rendere poco invasive le operazioni di pulizia.

Ogni specie ha bisogno di un nido che sia il più possibile rispondente alle esigenze di taglia e comportamento: I pappagalli africani vogliono una camera di cova isolata e buia dove sentirsi al sicuro, e questo rende ottimi i nidi a forma di “L”, che presentano uno snodo finale dove deporre. I Pionites e i Pionus, amano la profondità, e si ottengono ottimi risultati con cassette nido a sviluppo verticale, alte 60-70cm.

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